Messe latine antiche nelle Venezie
Venezia | Belluno | Bergamo | Bolzano | Brescia | Gorizia | Mantova | Padova | Pordenone | Treviso | Trieste | Udine | Verona | VicenzaVittorio Veneto

 

Andrea Adami da Bolsena, Osservazioni per ben regolare il Coro de i Cantori della Cappella Pontificia > Parte Prima > Cap. XLVI.

 

 

103

La Notte di Natale al Mattutino.

 

Interviene alle volte a quest'uffizio il Papa con Cappa Magna, e fatta breve Orazione va al Soglio, dove riposatosi alquanto s'alza, e dice Pater noster, Ave Maria, e Credo segreto, e poi intona Domine labia mea aperies R/. Et os meum annunciabit laudem tuam V/. Deus in adiutorium meum intende R/. Domine ad adiuvandum me festina etc. Dipoi due Soprani Anziani danno principio all'Invitatorio Christus natus est nobis: venite adoremus, ed il Coro ripiglia le stesse parole col contrappunto, e l'altre volte col canto piano, avvertendo che l'ultima volta si risponde col contrappunto.

Terminato l'Invitatorio, e il Salmo Venite exultemus Domino. Il Papa non intona n l'Inno, n la prima Antifona, ancorche nel libro del quale si serve la Santit Sua vi siano le note come se dovesse intonare: come si vede nel Cerimonia-

104

le Romano libro 2. capitolo 11. che per l'Inno Jesu Redemptor omnium si deve intonare da due Soprani Anziani, e si proseguisce con sollecitudine. Poscia l'Anziano de' Soprani intona la prima Antifona, alla quale, secondo quello prescrive la Costituzione, si dee fare il contrapunto, come pure all'altre due seguenti, ed al primo Responsorio, ma perche con questo metodo si rendeva pi lungo il Mattutino, i nostri predecessori anno costumato di far il contrapunto solamente alla prima Antifona, e tutto il resto in canto piano. Avverta il Signor Maestro di far Salmeggiare andante, e puntato, per dar meno disagio tanto al Papa, quanto al Sagro Collegio.

Detta le replica della terza Antifona del primo Notturno, e cantato il Verso da due Soprani, e risposto dal Coro, il Papa s'alza in piedi, e dice Pater noster, ed in fine Et ne nos inducas in tentationem R/. Sed libera nos a malo, e dopo l'Assoluzione Exaudi Domine etc. R/. Amen. Intanto quel Signor

105

Cardinale, a cui tocca la prima Lezione s'accosta al Leggio posto in mezzo della Cappella, e terminata l'Assoluzione dimanda la benedizione intonando Jube Domine benedicere, e il Papa risponde Benedictione perpetua benedicat nos Pater ternus, ed il Coro dice Amen.

In fine di questa, e d'ogni altra Lezione si risponde Deo gratias, e subito il Signor Maestro dee far principiare i Responsorj, che si devono dire andanti, e quest'istessa regola v praticata ancora nell'altre Lezioni.

Il secondo, e terzo Notturno v ordinato in tutto come il primo, con questa sola differenza, che la terza lezione del terzo Notturno si canta dal Papa, sicch quando egli dice Jube Domine benedicere il Coro dee trattenersi qualche poco di tempo, e poi rispondere Amen, non essendovi Superiore che possa dar la benedizione al Papa.

Terminata che ha il Papa la Lezione, un Auditore di Rota vestito con la Cappa

106

fatte le debite genuflessioni, stando avanti al Trono da l'intonazione del Te Deum laudamus al Papa, che l'intona dal medesimo libro, col quale h cantato la Lezione, e si ripiglia dal Coro in Canto figurato, e si deve dire assai andante;  dopo il Papa dice Dominus vobiscum R/. Et cum spiritu tuo, e finalmente detta l'Orazione R/. Amen, il Papa di nuovo dice Dominus vobiscum R/. Et cum spiritu tuo, e due Soprani cantano il V/. Benedicamus Domino, al quale si risponde da tutto il Coro Deo gratias etc. Quando il Papa non assiste al Mattutino si fa l'officio da quel Cardinal, che dee Cantar la Messa la notte, che suol essere il Cardinal Camerlengo di Santa Chiesa, e la funzione riguardo a noi in tutto simile a quella che abbian descritto di sopra, con questa sola differenza, che le Lezioni si Cantano al fenestrino da i nostri Cantori, secondo l'ordine notato nella lista affissa in Coro; e alla benedizione della nona Lezione, che si dice dal Celebrante, il Cardinal pi degno

107

risponde Verba Sancti Evangelii finita la Lezione, il Celebrante intona il Te Deum laudamus, e segue il resto, come poc'anzi si avvertito.

 

Alla Messa della Notte di Natale.
Cap. XLVI.

 

Non v' cosa in questa Funzione degna di particolare avvertimento.

All'Introito, se assiste il Papa, il Sagro Collegio non v a rendergli ubbidienza, e per il Signor Maestro dovr affrettarlo per terminare l'ultimo Kyrie, quando il Papa, o il Celebrante aver letto il suddetto Introito; dopo segue la Messa come le altre. All'Offertorio vi il Mottetto Quem vidistis Pastores del Vittoria nel libro 154. carte 2. con seconda parte, che si dee dire assai andante, e per dicasi presto l'Offertorio.

 

da Andrea Adami da Bolsena, Osservazioni per ben regolare il Coro de i Cantori della Cappella Pontificia. Tanto nelle Funzioni ordinarie, che straordinarie, Roma, Antonio de' Rossi, 1711, p. 103-107.

 

 

 

Inizio Pagina

Torna all'Indice

 

2001-2009 Coordinamento di Una Voce delle Venezie. All Rights Reserved.
cuvve