UNA VOCE VENETIA  

Messe latine antiche nelle Venezie 
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L'anno liturgico

di dom Prosper GuÚranger

 

 

 15 GENNAIO

SAN PAOLO, PRIMO EREMITA

 

La Chiesa onora oggi la memoria d'uno di quegli uomini scelti in modo del tutto speciale per rappresentare l'idea dell'eroico distacco che l'esempio del Figlio di Dio, nato in una grotta, a Betlemme, rivel˛ al mondo. L'eremita Paolo ha tanto stimato la povertÓ di Ges¨ Cristo, che Ŕ fuggito nel deserto, lontano da ogni umano possesso e da ogni cupidigia. Una caverna per abitazione, una palma per nutrimento e per vestito, una fontana per appagarvi la sete, un pane recato quotidianamente dal cielo da un corvo per prolungare quella vita miracolosa: Ŕ cosý che Paolo servý, per sessant'anni, estraneo agli uomini, Colui che non aveva trovato posto nella dimora degli uomini e che fu costretto ad andare a nascere in una stalla abbandonata.

Ma Paolo abitava con Dio nella sua grotta; e con lui comincia la stirpe degli Anacoreti i quali, per conversare con il Signore, hanno rinunciato alla societÓ e perfino alla vista degli uomini: angeli terreni nei quali Ŕ apparsa, per ammaestramento dei secoli futuri, la potenza e la ricchezza del Dio che basta da solo ai bisogni della sua creatura. Ammiriamo simile prodigio; e consideriamo con riconoscenza a quale altezza il mistero d'un Dio incarnato ha potuto elevare la natura umana caduta nella servit¨ dei sensi, e tutta inebriata dell'amore dei beni terreni.

Non crediamo tuttavia che quella vita passata nel deserto, quella contemplazione sovrumana dell'oggetto della beatitudine eterna avessero distratto Paolo dalla Chiesa e dalle sue gloriose lotte. Nessuno Ŕ sicuro di essere nella via che conduce alla visione e al possesso di Dio se non in quanto si tiene unito alla Sposa che Cristo si Ŕ scelta e che ha costituita per essere la colonna e il sostegno della veritÓ (2Tm 3,15). Ora, tra i figli della Chiesa, quelli che debbono stringersi di pi¨ al suo seno materno sono i contemplativi, che percorrono vie sublimi ed ardue nelle quali parecchi hanno incontrato il pericolo. Dal fondo della sua grotta, Paolo, illuminato da una luce superiore, seguiva le lotte della Chiesa contro l'arianesimo; si teneva unito ai difensori del Verbo consustanziale al Padre. Per mostrare la sua simpatia per sant'Atanasio, valoroso atleta della fede, preg˛ sant'Antonio, al quale lasciava la sua tunica di foglie di palma, di seppellirlo nel mantello donatogli dal patriarca di Alessandria, che amava teneramente il santo abate.

Il nome di Paolo, padre degli Anacoreti, Ŕ dunque unito a quello di Antonio, padre dei Cenobiti; le stirpi fondate da questi due apostoli della solitudine sono sorelle; entrambe emanano da Betlemme come da una comune sorgente. Lo stesso periodo liturgico riunisce, a un giorno d'intervallo, i due fedeli discepoli della mangiatoia del Salvatore.

 

VITA. - San Paolo, fondatore e maestro degli Eremiti, nacque nel 234 nella bassa Tebaide. All'etÓ di 15 anni partý per il deserto per servire Dio in tutta libertÓ e vi visse fino all'etÓ di 113 anni. Il suo corpo fu portato a Costantinopoli sotto Manuele Commeno (1143-1180), quindi a Venezia e infine presso gli Eremiti ungheresi di Buda nel 1380. (Revue de l'Orient chrÚtien, 1905, p. 887. - Anal. Boll. 2, 121). La sua vita fu scritta da san Girolamo nel 376.

 

Tu contempli ora nella gloria il Dio di cui hai meditato, durante la vita, la debolezza e gli abbassamenti volontari; la tua conversazione con lui Ŕ senza fine. Per quella caverna che fu il teatro della tua penitenza, possiedi l'immensitÓ dei cieli; per quel pane materiale, l'eterno Pane di vita; per quell'umile fontana, la sorgente delle acque che sgorgano fino nell'eternitÓ. Nell'isolamento tu imitavi il silenzio del Figlio di Dio in Betlemme; ora dalla tua bocca esce eternamente la lode. Ricordati tuttavia di questa terra; della quale non hai conosciuto che i deserti. Ricorda all'Emmanuele che egli l'ha visitata nel suo amore, e fa' scendere su di noi le sue benedizioni. Ottienici la grazia di un completo distacco dalle cose periture, la stima della povertÓ, l'amore della preghiera, e una continua aspirazione verso la patria celeste.

 

da: dom Prosper GuÚranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 327-329

 

 

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