UNA VOCE VENETIA  

Messe latine antiche nelle Venezie 
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Preti buffoni

Non servono commenti alle immagini e alle informazioni pubblicate da Andrea Tornielli su Il Giornale del 24 aprile (diverse delle quali erano già da tempo sul sito di Una Voce Venetia, come la messa di Caserta, il prete pagliaccio e i maghi a Monte Don Bosco, le ceneri in mano a Provesano, Pn). In termini lapidari la battuta compare nella mente di ogni persona di medio buon senso... Oh, ma queste non sono cose da dire, allora non le diremo, tanto saranno pensate egualmente. Eppure già ci si rende conto che ci sono membri del clero che non intendono accettare le disposizioni della Santa Sede. Non è la prima volta, e purtroppo molti pronosticano che la stessa Redemptionis Sacramentum non verrà attuata, e non porterà a giuste sanzioni per i trasgressori, anzi le trasgressioni continueranno impunemente. Constateremo lo svolgersi degli avvenimenti, certamente questo documento inchioda i disobbedienti alla propria responsabilità. E non dovrebbe meravigliare nemmeno che chi rifiuta di attenervisi, pensando che nessuno possa limitare la sua pretesa libertà (in questo caso libertà negativa di compiere il male), vada blaterando di delazione e cose del genere a proposito del n. 184 dell'Istruzione che afferma il diritto di ogni cattolico, anche laico, di querelarsi per gli abusi liturgici al Vescovo diocesano oppure direttamente alla Santa Sede. Troppo comodo per questi signori mancare di rispetto all'Eucaristia e non dover rispondere dei loro atti compiuti in pubblico. Se vivessimo in un'epoca di fede e non di stupidità come quella attuale, i cristiani si ribellerebbero apertamente alle profanazioni.

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ATTENZIONE AI PARAMENTI. L'anno scorso la bandiere arcobaleno sono state usate come tovaglie per l'altare,
hanno avvolto le statue della Madonna

 

PRETE PAGLIACCIO Colle Don Bosco, 2001: Messa per i
ragazzi. Un sacerdote concelebra sull'altare indossando i
paramenti sacri con il volto ancora truccato da clown

FOTO DI GRUPPO Ragazzi e ragazze posano davanti all'
obiettivo all'interno di una chiesa. A sinistra, il sacerdote, con
addosso ancora i paramenti sacri, mostra i piedi semisdraito
sugli scalini. Alle sue spalle c'è il tabernacolo

 

 

ABUSI LITURGICI

Ecco le messe show 
vietate dal Vaticano

di Andrea Tornielli

 

"Il documento non manifesta alcuna nostalgia del passato, ma solo la volontà di mettere in pratica la riforma liturgica e il Concilio Vaticano II ed eliminare gli abusi, che sono contro la dottrina cattolica". Così monsignor Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, ha presentato ieri l'istruzione vaticana Redemptionis sacramentum su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucaristia, voluta e approvata da Giovanni Paolo II, che in 186 punti cerca di mettere un freno alla "creatività" liturgica nelle Messe cattoliche. Un documento - il testo integrale è consultabile sul sito www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccdds - non auspica in alcun modo il ritorno all'epoca preconciliare ma richiama vescovi e sacerdoti al decoro e al necessario rispetto per il sacramento eucaristico, riconoscendo ai fedeli il "diritto di avere una liturgia vera e in particolar modo una celebrazione della Messa che sia così come la Chiesa ha voluto e stabilito".

È significativo che l'istruzione abbia già provocato mal di pancia ad alcuni illustri liturgisti, mentre un commento positivo arriva dalla Fraternità San Pio X fondata da monsignor Lefebvre. "La stessa Chiesa non ha alcuna potestà rispetto a ciò che è stato stabilito da Cristo e che costituisce parte immutabile della liturgia", si legge nel testo: il sacerdote, dunque, non è il padrone o il conduttore di uno show e non ha il potere di cambiare i testi, stravolgere la sequenza degli atti liturgici, introdurre sempre novità sulla base delle sue idee. Non si possono abolire letture, omettere parti significative della Messa, sostituire le invocazioni o le formule del Credo con testi "politicamente corretti" di Ghandi o del reverendo Martin Luther King. E il fedele, che subisce queste pratiche abusive diventate in taluni casi abituali per consuetudine, ha il diritto di chiedere il rispetto della sacralità del rito, rivolgendosi al vescovo e se l'appello non ha effetto, direttamente alla Santa Sede. Nel documento si trova un altolà anche all'abitudine di moltiplicare i "ministri straordinari dell'eucarestia", che distribuiscono la comunione; e un invito ai preti perché nell'omelia non svuotino "il senso autentico della parola di Dio, trattando, per esempio, solo di politica o di argomenti profani".

Intervento repressivo? Documento oscurantista che riporta indietro l'orologio della storia? Chi frequenta le Messe domenicali, anche in Italia, dove non esistono particolari problemi al riguardo, si può imbattere in celebrazioni eucaristiche con mimi e burattini (accade a Verona), oppure con danze sull'altare che nulla hanno a che fare con la nostra cultura e tradizione mentre hanno tutt'altro significato in Africa o in Oriente. Si può entrare in un santuario e trovarsi di fronte a un prete che concelebra con la faccia truccata da clown (è accaduto nel 2001, a Colle Don Bosco), oppure andare alla Messa all'inizio della Quaresima e ricevere le ceneri in mano invece che sulla fronte, "Perché il cristiano deve sporcarsi le mani" (è successo nel 2003 a Provesano, in diocesi di Pordenone). Capita che con i primi caldi estivi, in diverse parrocchie della diocesi di Milano il sacerdote celebri tutte le Messe senza l'abito liturgico (casula), limitandosi alla stola, oppure che la prescritta preghiera per il Papa e per il vescovo venga omessa abitualmente. Capita che nemmeno il sacerdote si inginocchi più davanti al tabernacolo, e che i tradizionali banchi siano sostituiti da sedie, con l'effetto di impedire alle persone di inginocchiarsi durante la consacrazione.

All'estero, poi, capita anche molto di più: sacerdoti che indossando gli abiti liturgici parlano ai fedeli seduti sulla sdraio, Messe celebrate da preti in blue jeans con bicchieri, caraffe e cestini adibiti a vasi sacri, riti che assomigliano più all'avanspettacolo che alla liturgia. Accade che per un malinteso senso ecumenico, cristiani cattolici e protestanti celebrino insieme, pur non condividendo - almeno sulla carta - la stessa fede. Ci sono stati casi, negli Stati Uniti, di sacerdoti che alla fine della Messa hanno ributtato le ostie consacrate nel sacchetto di quelle ancora da consacrare. Per non parlare dello stato disastroso di tanta architettura sedicente sacra (un tema non trattato nell'istruzione), che ha disseminato le città di chiesa-baraccone o futuristiche costruzioni dove si sentirebbero indistintamente a loro agio "celebranti" NewAge o seguaci del reverendo Moon. Scorrendo queste ed altre immagini si ha davvero la sensazione che ci fosse bisogno di un richiamo. "C'è una tentazione alla quale si deve resistere - ha detto presentando la nuova istruzione il cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto divino -: cioè, quella di pensare che sia una perdita di tempo prestare attenzione agli abusi liturgici... Gli abusi non sono da prendersi alla leggera". L'istruzione vaticana non contiene nuove prescrizioni ma si limita a raccogliere e a ripetere in un testo unico quelle già esistenti e troppo spesso dimenticate.

 

da "Il Giornale", 24 aprile 2004

 

 

 

 

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Inserito il 19 maggio 2004

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