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di Una Voce delle Venezie

per la salvaguardia della liturgia latino-gregoriana

 

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Inseriamo questa immagine per reagire agli impropri attacchi di “preti”
di diocesi del Veneto contro il Presepe e la sua realizzazione da parte dei cristiani

 

 


MESSE TRIDENTINE
NELLE VENEZIE

 

 

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A Padova il 31 gennaio 2019 messa di san Giovanni Bosco

 

 

dom Guéranger
Purificazione della Santissima Vergine

Sono trascorsi infine i quaranta giorni della Purificazione di Maria, ed è giunto il momento in cui essa deve salire al Tempio del Signore per presentarvi Gesù. Prima di seguire il Figlio e la Madre in questo viaggio a Gerusalemme, fermiamoci ancora un istante a Betlemme, e penetriamo con amore e docilità i misteri che stanno per compiersi. La legge del Signore ordinava alle donne d'Israele, dopo il parto, di rimanere per quaranta giorni senza accostarsi al tabernacolo. Spirato tale termine, dovevano, per essere purificate, offrire un sacrificio, che consisteva in un agnello, destinato ad essere consumato in olocausto, e vi si doveva aggiungere una tortora o una colomba, offerte per il peccato. Se poi la madre era troppo povera per offrire l'Agnello, il Signore aveva permesso di sostituirlo con un'altra tortora o con un'altra colomba. Un altro comandamento divino dichiarava tutti i primogeniti proprietà del Signore, e prescriveva il modo di riscattarli. Il prezzo del riscatto era di cinque sicli che, al peso del santuario, rappresentavano ognuno venti oboli. Maria, figlia d'Israele, aveva partorito; Gesù era il suo primogenito. Il rispetto dovuto a tale parto e a tale primogenito, permetteva il compimento della legge? Se Maria considerava i motivi che avevano portato il Signore ad obbligare tutte le madri alla purificazione, vedeva chiaramente che questa legge non era stata fatta per lei. Quale relazione poteva avere con le spose degli uomini colei che era il purissimo santuario dello Spirito Santo, Vergine nel concepimento del Figlio, Vergine nel suo ineffabile parto, sempre casta, ma ancora più casta dopo aver portato nel suo seno e dato alla luce il Dio di ogni santità? Se considerava la qualità del suo Figliuolo, la maestà del Creatore e del sommo Padrone di tutte le cose il quale si era degnato di nascere in lei, come avrebbe potuto pensare che questo figlio era sottomesso all'umiliazione del riscatto, come uno schiavo che non appartiene a se stesso? Tuttavia, lo Spirito che abitava in Maria le rivela che deve compiere il duplice precetto. Malgrado la sua dignità di Madre di Dio, è necessario che si unisca alla folla delle madri degli uomini che si recano al tempio, per riacquistarvi, mediante un sacrificio, la purezza che hanno perduta. Inoltre, il Figlio di Dio e Figlio dell'uomo deve essere considerato in tutto come un servo. Bisogna che sia riscattato quindi come l'ultimo dei figli d'Israele. Maria adora profondamente questo supremo volere, e vi si sottomette con tutta la pienezza del cuore. Continua a leggere

 

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Post precedenti

 


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Orémus pro Pontífice nostro Francísco.

R). Dóminus, consérvet eum, et vivíficet eum, et beátum fáciat eum in terra, et non tradat eum in ánimam inimicórum ejus.

V). Fiat manus tua super virum déxterae tuae.

R). Et super fílium hóminis quem confirmásti tibi.

Orémus.

Deus, ómnium fidélium pastor et rector, fámulum tuum Francíscum, quem pastórem Ecclésiae tuae praeésse voluísti, propítius réspice : da ei, quaésumus, verbo et exémplo, quibus præest profícere; ut ad vitam, una cum grege sibi crédito, pervéniat sempitérnam. Per Christum Dóminum nostrum. R). Amen.

 



Motu proprio Summorum Pontificum

Istruzione Universae Ecclesiae

 




Card. Schuster
Liber Sacramentorum



Vocabolario liturgico



Missale Romanum



 






Mons.
Klaus Gamber





Cristina Campo


don
Ivo Cisar



Per imparare a celebrare
e servire l’antica messa:
G. Baldeschi, Esposizione delle sacre cerimonie



Spiegazione della
messa tridentina

 

 

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Pagina aggiornata il 28 gennaio 2019

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