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MESSE TRIDENTINE
NELLE VENEZIE

 

 

dom Guéranger
Domenica “Quasi modo” o ottava di Pasqua

Abbiamo visto, ieri, i neofiti chiudere la loro Ottava della Risurrezione. Erano stati immessi prima di noi alla partecipazione del mirabile mistero di Dio Risorto e, prima di noi, dovevano giungere al termine delle loro solennità. Questo giorno è dunque l'ottavo per noi che abbiamo celebrato di Domenica la Pasqua, senza anticiparla al Sabato sera. Ci si ricorda la gioia e la grandiosità dell'unica e solenne Domenica che ha associato tutto il mondo cristiano in un medesimo sentimento di trionfo. È il giorno della nuova luce che cancella l'antico Sabato: d'ora in avanti, sarà sacro il primo dì della settimana. È sufficiente che per ben due volte il Figlio di Dio l'abbia marcato col suggello della sua potenza. La Pasqua è, dunque, per sempre fissata di Domenica; e, come è stato già spiegato più sopra, nella “mistica del Tempo Pasquale”, ogni Domenica è, d'ora in poi, una Pasqua. Il nostro Divin Risorto ha voluto che la sua Chiesa così ne comprendesse il mistero, poiché, avendo intenzione di mostrarsi una seconda volta ai suoi discepoli, riuniti tutti assieme, ha aspettato, per farlo, il ritorno della Domenica. Durante tutti i giorni precedenti ha lasciato Tommaso in preda ai suoi dubbi; solamente oggi è voluto venire in suo soccorso, manifestandosi a questo Apostolo in presenza degli altri e obbligandolo a deporre la sua incredulità di fronte alla più palpabile evidenza. Oggi, dunque, la Pasqua riceve da Cristo il suo ultimo titolo di gloria, aspettando che lo Spirito Santo discenda dal cielo per venire a portare la luce del suo fuoco e fare, di questo giorno, già così privilegiato, l'era della fondazione della Chiesa Cristiana.

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Roberto Spataro
La messa tridentina catechismo per i nostri tempi. Testo della conferenza del 17 febbraio 2018 a Vicenza

 

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Orémus pro Pontífice nostro Francísco.

R). Dóminus, consérvet eum, et vivíficet eum, et beátum fáciat eum in terra, et non tradat eum in ánimam inimicórum ejus.

V). Fiat manus tua super virum déxterae tuae.

R). Et super fílium hóminis quem confirmásti tibi.

Orémus.

Deus, ómnium fidélium pastor et rector, fámulum tuum Francíscum, quem pastórem Ecclésiae tuae praeésse voluísti, propítius réspice : da ei, quaésumus, verbo et exémplo, quibus præest profícere; ut ad vitam, una cum grege sibi crédito, pervéniat sempitérnam. Per Christum Dóminum nostrum. R). Amen.

 



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Per imparare a celebrare
e servire l’antica messa:
G. Baldeschi, Esposizione delle sacre cerimonie



Spiegazione della
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Pagina aggiornata il 12 aprile 2018

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