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di Una Voce delle Venezie

per la salvaguardia della liturgia latino-gregoriana

 

 

 

 


MESSE TRIDENTINE
NELLE VENEZIE

 

 

 

dom Guéranger
Domenica diciassettesima dopo la Pentecoste

Il Vangelo che si legge oggi alla messa della diciassettesima Domenica le ha fatto dare il nome di Domenica dell’amore di Dio, dopo che il Vangelo dell’idropico e degli invitati alle nozze è stato trasferito otto giorni prima. Più anticamente ancora e all’inizio vi si leggeva un altro passo del libro sacro, che non si ritrova più nella serie delle domeniche dopo la Pentecoste: era la narrazione della difficoltà proposta dai Sadducei all’Uomo-Dio contro la risurrezione dei morti e la risposta del Signore (Mt. 22, 23-33).

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dom Guéranger
Dedicazione di S. Michele Arcangelo

La dedicazione di S. Michele è la festa più solenne che la Chiesa celebra nel corso dell’anno in onore di questo Arcangelo, e tuttavia lo riguarda meno personalmente perché vi si onorano tutti i cori della gerarchia angelica. Nell’inno dei primi Vespri la Chiesa propone alla nostra preghiera l’oggetto della festa di oggi con le parole Rabano Mauro, abate di Fulda: “Celebriamo con le nostre lodi / Tutti i guerrieri del cielo, / Ma soprattutto il capo supremo / Della milizia celeste: / Michele che, pieno di valore, / Ha abbattuto il demonio. La festa dell’otto maggio richiama il ricordo dell’apparizione al monte Gargano e nel medioevo si celebrava soltanto nell’Italia del Sud. La festa del 29 settembre è propria di Roma e segna l’anniversario della Dedicazione di una basilica oggi scomparsa, che sorgeva sulla via Salaria, a Nord-Est della città. Il fatto della dedicazione spiega il titolo conservato alla festa nel Messale Romano: Dedicatio sancti Michaelis. Le Chiese di Francia e Germania, che nel Medioevo seguivano la liturgia romana, hanno attenuato spesso nei loro libri liturgici il titolo originario della festa, che venne presentata come festa In Natale o In Veneratione sancti Michaelis, così che dell’antico titolo non restava altro che il nome dell’Arcangelo.

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Post precedenti

 


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Orémus pro Pontífice nostro Francísco.

R). Dóminus, consérvet eum, et vivíficet eum, et beátum fáciat eum in terra, et non tradat eum in ánimam inimicórum ejus.

V). Fiat manus tua super virum déxterae tuae.

R). Et super fílium hóminis quem confirmásti tibi.

Orémus.

Deus, ómnium fidélium pastor et rector, fámulum tuum Francíscum, quem pastórem Ecclésiae tuae praeésse voluísti, propítius réspice : da ei, quaésumus, verbo et exémplo, quibus præest profícere; ut ad vitam, una cum grege sibi crédito, pervéniat sempitérnam. Per Christum Dóminum nostrum. R). Amen.

 



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Card. Schuster
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ORDO MISSAE  CELEBRANDAE
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Mons.
Klaus Gamber





Cristina Campo


don
Ivo Cisar



Per imparare a celebrare
e servire l’antica messa:
G. Baldeschi, Esposizione delle sacre cerimonie



Spiegazione della
messa tridentina

 

 

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Pagina aggiornata il 14 settembre 2018

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