Messe latine antiche nelle
Venezie
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Mons. Giovanni Battista Maria Menghini, Le Sacre Ceremonie
SEZIONE II.
C e r e m o n i a l e P r o p r i o
Parte I.
CEREMONIALE PER ALCUNI TEMPI DELL' ANNO
CAPITOLO I.
Dell' Avvento.
Articolo I.
UFFIZIO DIVINO.
1. Negli Uffizi propri di questo tempo, non si suona l'Organo (Caer. Epp., l. I, c. XVIII, n. 2). In caso di necessità, peraltro, si può accompagnare il canto a sostegno delle voci (D. 4265, II).
2. Nella terza Domenica dell'Avvento, detta Gaudete, e nel Lunedì, Martedì e Giovedì della sua settimana si può usare il colore rosaceo, negli Uffizi e nelle Messe (D. 4084, III).
3. Il giorno 17 Dicembre incominciano le Antifone, chiamate maggiori, nei Vespri, le quali, nell'Uffizio de Tempore, dovendosi dire duplicate, cioè intere, anche avanti al Magnificat, s'intono dall'Ebdomadario come al solito, ma non si siede in tempo di esse. Negli altri Uffizi, commemorandosi soltanto la feria, s'intoneranno dal Celebrante o da altri, secondo la consuetudine.
4. La Vigilia del s. Natale, l'Ebdomadario al principio di Prima andrà a pararsi di Pluviale violaceo (D. 2573), per cantare solennemente la prima parte del Martirologio, ovvero ciò farà altri del [201|202] Clero, secondo l'uso particolare della Chiesa; sarà preceduto dal Turiferario e dagli Accoliti con Turibolo, Navicella e Candelieri, ed accompagnato dal Ceremoniere; ma non dai Ministri parati.
5. Arriverà in coro al termine dell'Orazione: Domine, Deus omnipotens.
6. Fermatosi davanti al leggile, in mezzo al Coro, con gli Accoliti ai lati di detto leggile, dettosi il Benedicamus Domino, impone (e se è Sacerdote benedice) l'incenso nel Turibolo, presentatogli da destra dal Turiferario.
7. Questi consegna, come nelle Messe, il Turibolo al Ceremoniere, il quale lo dà all'Ebdomadario, e se non vi è Ceremoniere, lo consegna direttamente e solleva il lembo del Piviale al medesimo Ebdomadario, mentre questi incensa il Martirologio, come il Diacono il Vangelo, e senz'altro incomincia a cantare in tono di Lezione sulla nota Do: Octavo Kalendas ecc.
8. Alle parole In Bethelehem Iudae, alza la voce alla nota Fa, e tutti in Coro genuflettono. Alle altre parole: Nativitas D. N. I. C. secundum carnem, ritorna al Do, e le modula, sul tono del Cronista della Passione (Martyr. Rom., ed. tip. e segg.).
9. Quando il Clero genuflette alle dette parole, farà altrettanto il Ceremoniere, ma non genuflettono gli Accoliti né il Turiferario, che abbasseranno soltanto il capo.
10. Il Turiferario, ripreso il Turibolo, si ritira da un lato, attendendo, per ritornare in Sacrestia avanti agli Accoliti, come nel venire.
11. Terminato il canto, tutti, compreso l'Ebdomadario (per riguardo alle parole che ha cantate), genuflettono, e fatte le solite riverenze, ritornano alla Sagrestia.
Articolo II.
MESSE SOLENNI.
1. Si avverta di togliere i vasi di fiori dall'Altare, se vi è costume di tenerli durante l'anno. Si possono però usare nella Domenica, Lunedì, Martedì e Giovedì della terza settimana, e nelle feste occorrenti.
2. Ciò si osservi anche negli altri giorni di lutto o penitenziali, con l'eccezione per la quarta Domenica di Quaresima, e le feste occorrenti in detti giorni.
3. Nelle Messe solenni domenicali e feriali dell'Avvento, eccetto quelle della terza settimana come sopra (n. 1) e della Vigilia del [202|203] s. Natale, non si suona l'Organo (cfr. art. 1, n. 1), e si adopereranno dai due sacri Ministri le Pianete piegate nel davanti, e dal Diacono il così detto Stolone, almeno nelle chiese principali, perché nelle minori possono ministrare col solo Camice e Manipolo, assumendo il Diacono anche la Stola (1).
4. In queste Messa pertanto il secondo Accolito, prima di dare l'Epistolario al Suddiacono, l'aiuta a deporre la Pianeta, che metterà al posto del medesimo, sul banco.
5. Dopo che il Suddiacono avrà ricevuta la benedizione dal Celebrante, il medesimo Accolito ne riceverà il libro, e gli farà riprendere la Pianeta.
6. Il primo Accolito, prima di consegnare l'Evangeliario al Diacono, l'aiuterà a deporre la Pianeta, e ad indossare sopra la Stola lo Stolone, senza farglielo baciare: metterà la Pianeta al posto del Diacono, sul banco.
7. L'aiuterà a deporre lo Stolone, e ad indossare nuovamente la Pianeta, trasportato il Messale al lato dell'Epistola, dopo la Consumazione.
8. Nelle Messe feriali di questo tempo, anche quando non si digiuna, eccetto la Vigilia del santo Natale, il Clero sta genuflesso alle Orazioni, avanti all'Epistola e dopo il Communio, e dal Sanctus all'Agnus Dei, esclusivamente.
9. Gli Accoliti, nei predetti giorni, sostengono le Torcie accese fino alla Comunione, inclusivamente.
10. Nella Messa del Mercoledì delle Tempora, un Lettore, preso dal Ceremoniere, o dal secondo Accolito, il libro, e fatte le debite genuflessioni e i saluti, come il Suddiacono all'Epistola, canterà la Lezione dopo la prima Orazione. Cantata la Lezione, non bacerà la mano al Celebrante.
11. Nella Messa del Sabato delle Tempora, da uno o più Lettori si canteranno le cinque Lezioni, che precedono l'Epistola.
12. Al versetto Flectamus genua, tutti s'inginocchiano unico genu, e al Levate tutti si alzano.
13. Nei detti Mercoledì e Sabato, il Diacono genuflettendo canta: Flectamus genua, dopo che il Celebrante avrà cantato: Oremus, soltanto avanti alle Orazioni che precedono le Lezioni (non l'Epistola).
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(1) La Vigilia di Natale è nominata come eccezione al tempo dell'Avvento; perché l'Organo si può suonare in tutte le Messe, nella quali si usano Dalmatica e Tonacella, benché il colore sia violaceo (D. 2365, IV), eccettuata la Messa votiva della Passione (D. 3922, IV, 2).
[203|204] 14. Con lui genuflette il Suddiacono (non il Celebrante), che immediatamente soggiunge: Levate, e con lui tutti si alzano.
15. Dopo le Lezioni si risponde: Deo gratias, non però alla quinta del Sabato suddetto.
16. La Messa della Vigilia del s. Natale è quasi festiva, benché si celebri in Paramenti violacei, e si canti dopo Nona; se peraltro occorre in Domenica, si canta dopo Terza. In ogni caso il Clero non genuflette alle Orazioni ecc., si può suonare l'Organo, e si possono mettere i fiori sull'Altare.
da Mons. Giovanni Battista Menghini, Le Sacre Ceremonie secondo il Rito Romano per tutti i tempi dell'anno con il Vespro e la Messa e relativa Assistenza Pontificale, VIII ed., Roma, Ferrari, 1943, p. 201-204
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Inserito il 29 gennaio 2009
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