Messe latine antiche nelle Venezie
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Mons. Giovanni Battista Maria Menghini, Le Sacre Ceremonie > Ceremoniale Proprio > Per alcuni Tempi dell'anno

 

 

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CAPITOLO  III.

Della  Festa  della  Purificazione  di  Maria  Vergine

e  della  Presentazione  di  Gesù  al  Tempio.

 

Avvertenze.

1. I Chierici sono i medesimi delle Messe solenni; se ve ne fossero di più, serviranno pel maggior decoro della Processione.

2. Oltre i Paramenti della Messa, occorrono quelli violacei pei la Benedizione e la Processione, cioè: Pluviale e Stola, pel Celebrante, due Pianete piegate pei Ministri, con altra Stola pel Diacono.

3. Se la Messa è della Madonna, i Paramenti (che si porranno sul banco dei Ministri) saranno bianchi; se di una Domenica privilegiata o festa solenne, del colore che richiedono queste.

4. All'Altare: il Paliotto, in tempo della Benedizione e della Processione, è violaceo; alla Messa si muta, come i Paramenti.

5. Dal lato dell'Epistola si pone una credenza con le Candele, che dovranno esser benedette, coperte da tovagliolo bianco.

6. Sulla credenza ordinaria, il Secchietto dell'Acqua benedetta, con l'Aspersorio, ed una piccola Candela (cerino) (1).

7. Se il Velo che copre il Calice sarà di altro colore, sino alla Messa vi si sovrappone il violaceo.

8. In luogo opportuno si colloca la Croce astile.

9. Se è Domenica, si fa l'Aspersione dell'Acqua benedetta, come al solito, prima d'incominciare il rito della Benedizione.

10. Quei del Clero, che non sono Prelati, o Canonici, o privilegiati, ricevono la Candela genuflessi sul più alto gradino.

11. Il Clero sederà, finita la distribuzione al proprio ceto, rispettivamente.

12. Al ritorno dopo la Processione, spegnerà le Candele appena giunto in Coro.

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(1) Alcuni autori ammettono l'uso del Boccale e del Bacile per la lavanda del Celebrante, e del relativo piatto con l'asciugatoio, fuori della Messa, anche se egli non avesse il privilegio di usarli al Lavabo. Noi acconsentiamo volentieri, purché si tratti di vasi diversi da quelli prelatizi; come li abbiamo veduti usare in qualche Chiesa. Anche il Mem. Rit. di Benedetto XIII li ammette.

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Articolo  I.

DELLA  BENEDIZIONE  DEI  CERI

E  DELLA  PROCESSIONE.

§ 1. Dei  Ministri  inferiori.

1. Si va all'Altare, come per la Messa.

2. Gli. Accoliti, posati i Candelieri, non si mettono in ginocchio, ma si trattengono in piedi vicino alla credenza.

3. Il Ceremoniere scopre le Candele, e dà il tovagliolo ad un Accolito, che lo mette da una parte.

4. Alla quinta Orazione, il Turiferario e il primo Accolito, che prende il vaso dell'Acqua benedetta, s'accostano all'Altare.

5. Finita l'Orazione, il Turiferario si presenta al Celebrante, e fa imporre e benedire l'incenso nel Turibolo, e si ritira al posto di prima.

6. L'Accolito allora presenta l'Aspersorio al Diacono; lo riprende dopo l'Aspersione, ed attende il Turiferario.

7. Quindi il Turiferario consegna il Turibolo al Diacono, ed attende che il Celebrante abbia incensate le Candele.

8. Ripreso il Turibolo, si unisce all'Accolito, e partono entrambi per deporre gli oggetti.

9. Andando il Celebrante in mezzo all'Altare per cominciare la distribuzione, il primo Accolito prende le Candele col debito ordine, e le dà, ad una ad una, al Diacono.

10. Il Turiferario, se non vi è il secondo Ceremoniere, va ad invitare il più degno del Coro, e lo accompagna all'Altare, per consegnare al Celebrante, e quindi ricevere da lui, la Candela.

11. Quindi, ricondottolo al posto, fa venire gli altri a due a due.

12. Per andare e tornare con ordine, si terrà questo metodo: Collocandosi il Clero due a due avanti all'Altare, i due primi faranno genuflessione in piano, e saliranno a genuflettere sull'ultimo gradino. Alzatisi, si divideranno, voltandosi il primo pel suo lato sinistro il secondo pel destro, e giunti in piano faranno la genuflessione insieme ai due secondi, che, rimarranno in mezzo ai detti, e così successivamente.

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13. Il Ceremoniere dà al Celebrante le Candele dei Ministri, quando questi si fanno innanzi per riceverle. Si noti che, se i Ministri sono Canonici, ricevono le Candele prima dei Colleghi del Coro.

14. Il secondo Accolito riceve dal Suddiacono la Candela del Celebrante, e la pone sulla credenza, insieme con quelle dei Ministri parati, che a suo tempo si farà consegnare.

15. Il Turiferario riceverà la Candela, genuflettendo alla sinistra del Ceremoniere; poi sostituirà l'Accolito nel consegnare le Candele, mentre questi, col compagno, va a ricevere la sua.

16. Circa la fine della distribuzione, il secondo Accolito, presa la piccola Candela (o cerino) preparata sulla credenza, accenderà le Candele al Clero.

17. Il Turiferario riprenderà il Turibolo.

18. Terminata la distribuzione, gli Accoliti consegneranno l'Ampolla dell'acqua col piattino e l'Asciugatoio ai due Ministri, per far lavare le mani al Celebrante (1).

19. Quindi, ritiratili, prenderanno i Candelieri, e si porteranno in mezzo al Presbiterio.

20. Se questa festa viene dopo la Settuagesima, e non in Domenica, al Flectamus genua, prima dell'Orazione Exaudi, tutti s'inginocchiano, e si alzano al Levate.

21. Se vi è il Crocifero, questi prende la Croce astile, e la consegna al Suddiacono, il quale si pone in mezzo agli Accoliti.

22. Alla fine dell'ultima Orazione, il Turiferario si appressa al Celebrante per l'imposizione dell'incenso. Dopo ciò, prende posto in mezzo, dietro al Suddiacono.

23. Dettosi dal Diacono Procedamus in pace (R/. In nomine Christi. Amen), il Turiferario genuflette (non così gli Accoliti), e tutti s'incamminano per uscire dal Presbiterio.

24. Seguono al Turiferario il Suddiacono con gli Accoliti, i Cantori, che cantano le Antifone prescritte, ed il Clero, a due a due, ecc.

25. Se la Processione non potrà uscire di Chiesa, si farà il giro nell'interno, cominciando dal lato destro, altrimenti si va direttamente alla porta.

26. Si avverta di genuflettere ordinatamente, due a due, o soli, secondo l'uffizio che si fa, ad eccezione, come sempre, del Crocifero e dei due Accoliti, se si passa innanzi all'Altare del Santissimo Sacramento.

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(1) Vedi sopra, nota al n. 6 delle Avvertenze, pag. 208.

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27. Entrando in Chiesa, o in Presbiterio, se non si fosse usciti, i Cantori intonano il Versetto Obtulerunt ecc., sebbene non finite le precedenti Antifone.

28. Si va all'Altare pel mezzo della Chiesa.

29. Giunto in mezzo al Presbiterio, il Turiferario genuflette, va alla credenza, ove aspetta per ministrare come al solito nella Messa.

30. Gli Accoliti depongono i Candelieri sulla credenza, ed aiutano i Ministri a mutare i Paramenti.

31. Mentre i Ministri si vestono, se la Messa non richiede i Paramenti violacei, si muta il Paliotto ed il Velo sopra al Calice, qualora ciò non si fosse fatto in tempo della Processione.

 

§ 2. Dei sacri Ministri.

1. Il Celebrante si para di Pluviale violaceo sulla Stola, ecc.; i Ministri di Pianeta violacea piegata, ecc., senza Manipoli.

2. Dopo l'ora di Terza, giunti in Presbiterio, come al solito, scopertisi ecc., i ss. Ministri salgono avanti all'Altare, e baciato questo dal Celebrante, si portano tutti e tre in linea, come si trovano, avanti al Messale, in cornu Epistolae.

3. Il Celebrante, a mani giunte (così staranno anche i Ministri), canta in tono feriale: Dominus vobiscum, e poi inchinandosi alla Croce: Oremus e le Orazioni che seguono.

4. Quando il Celebrante forma il segno di Croce verso le Candele, o fa altra azione colla destra, il Diacono gli solleva la fimbría del Pluviale.

5. Dopo la quinta Orazione, s'impone l'incenso nel Turibolo, e si benedice colla solita formola, ministrando il Diacono coi soliti baci, e dicendo: Benedicite, Pater reverende. Il Suddiacono intanto, accostandosi alla destra del Celebrante, gli solleva la fimbria destra del Pluviale.

6. Quindi il Diacono presenta l'Aspersorio saturo di Acqua benedetta al Celebrante, che asperge le Candele, dicendo a voce mediocre: Asperges me, Domine, hyssopo, et mundabor, lavabis me, et super nivem dealbabor.

7. Restituito l'Aspersorio, il Diacono consegna il Turibolo al Celebrante, che incensa le Candele, nihil dicens.

8. Ciò eseguito, e restituito il Turibolo, i ss. Ministri si portano nel mezzo, e si rivolgono verso il Coro, stando il Diacono alla sinistra e il Suddiacono alla destra del Celebrante, sollevandogli ambedue le fimbrie del. Pluviale.

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9. Allora viene il più degno del Coro, che dovrà esser Sacerdote (Mem. Rit. di Bened. XIII), se pure non fosse Dignità del Capitolo (D. 2552, II), e stando in piedi, consegna al Celebrante la Candela, che riceve dal Ceremoniere, baciandola prima, ma senza baciar la mano al Celebrante.

10. Questi, baciata la Candela (1), la passa al Suddiacono, che la consegna al secondo Accolito; e ricevuta quella del digniore dal Diacono, che la prende dal primo Accolito (ma non la bacia, e neppure bacia la mano), la consegna al detto digniore, che sta genuflesso, facendogli baciare la Candela e la mano (D. 2148, V); se però quegli sarà Prelato, o altrimenti privilegiato, non starà genuflesso, e non bacierà la mano (2).

11. I Ministri riceveranno la Candela prima del Clero, ma se vi sono Canonici, ed i Ministri non sono del loro ceto, la ricevono dopo di essi.

12. Per ricevere la Candela, i Ministri scenderanno sul più alto gradino, e s'inginocchieranno sull'orlo della predella, avanti al Celebrante, baciando la Candela e la mano. Se sono Prelati ecc., non genuflettono, né baciano la mano. Consegnano la Candela ai secondo Accolito, e ritornano al posto di prima.

13. Nel resto della distribuzione, tanto al Clero, quanto al popolo (e questa si farà alla balaustra), il Diacono porge, come la prima, le altre Candele al Celebrante (3).

14. Incominciandosi la, distribuzione, i Cantori cantano l'Antifona: Lumen ecc., la quale non leggerà il Celebrante.

15. Terminata la distribuzione, i sacri Ministri si rivolgono all'Altare, e se non erano scesi si portano al lato dell'Epistola, come al Lavabo della Messa, ove il Celebrante, ministrando il Suddiacono l'acqua dal Boccale e il Diacono il manutergio, si lava le mani, mentre dai Cantori si canta l'Antifona Exsurge, ecc. (Caer. Epp., l. II, c. XVI, n. 13).

16. Se poi si erano recati alla balaustra, prima di ascendere all'Altare, fatta la dovuta riverenza, si portano alla credenza per la lavanda.

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(1) Il Ceremoniale dei Vescovi tace, circa questo bacio; nel Mem. Rituum di Benedetto XIII (ed. tip. 1920) si prescrive.

(2) Non essendovi Clero, o almeno un Sacerdote fuori dei Ministri parati, il Celebrante prende da sé la Candela dall'Altare (dove l'avrà posata il Diacono), facie ad Crucem conversa, senza inginocchiarsi, e baciando la Candela (Mem. Rit. di Bened. XIII, ed. tip. 1920).

(3) Nulla osta che, essendovi molto popolo, anche altro Sacerdote, vestito di Cotta e Stola, distribuisca le Candele dalla balaustra.

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17. Ritornati quindi avanti al Messale, come da principio, il Celebrante, terminato il canto dell'Antifona, soggiunge: Oremus; e se questa festa occorre dopo Settuagesima, non però in Domenica, prima di cantare l'Orazione, attende che il Diacono abbia detto: Flectamus genua, e il Suddiacono: Levate.

18. Finita l'Orazione, ivi stesso (D. 4198, I), s'impone e benedice l'incenso, come prima.

19. Il Suddiacono quindi va, per breviorem, a prendere la Croce astile, e va a fermarsi in mezzo al Presbiterio, di fronte all'Altare, tra gli Accoliti.

20. Il Diacono prende dal Ceremoniere la Candela accesa da consegnare al Celebrante, coi soliti baci, e poi la sua. Quindi si volta col Celebrante al popolo, e senza mutar posto, attende il cenno di partire.

21. Al cenno del Ceremoniere, il Diacono canta: Procedamus in pace; e rispostosi dal Clero: In nomine Christi. Amen, avviata la Processione, i sacri Ministri, scesi in piano, avanti all'Altare, fanno la debita riverenza (D. 4198, II), e prese le Berrette, si coprono e seguono il Clero, tenendosi il Diacono alla sinistra, e sollevando la fimbria del Pluviale al Celebrante.

22. Al ritorno, il Suddiacono va subito a posare la Croce, e si unisce agli altri sacri Ministri, che, fatte le debite riverenze, andranno al banco o alla credenza, a deporre la Candela, che il Ceremoniere od altri riceverà e spegnerà, e a mutare i sacri Paramenti per la Messa, assumendo i bianchi, ovvero i violacei, sempre con Dalmatica e Tonacella.

 

 

ARTICOLO  II.

DELLA  MESSA.

1. La Messa procederà al solito; ma se è quella della Purificazione, il Celebrante solo, tra i ministranti all'Altare, sosterrà la Candela al Vangelo, ricevendola dopo che si sarà segnato alle parole: Sequentia ecc.

2. Al Vangelo si riaccendono le Candele del Clero; avverta perciò il primo Accolito di presentare la Candela accesa in tempo; così anche alla Prefazione.

3. Se però la Messa non è della Madonna, le Candele non si accendono in tempo di essa.

4. Le Candele si terranno accese sino al termine della Comu

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nione; quindi la Pace in Coro si darà allontanando la mano dalla Candela, e poggiando sulla spalla la sola mano libera (1).

5. Se vi sono due Chierici liberi dal servizio, alla lettura del Vangelo, si recheranno nel mezzo del Presbiterio con le loro due Candele accese, e fatta genuflessione, andrà ciascuno pel suo lato al Coro, e accenderà la Candela dei singoli Corali, o almeno del primo in ciascun ordine di stalli, e nel caso, questi permetteranno che il vicino l'accenda dalla propria, e così di seguito.

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(1) Per evitare imbarazzo, si potrebbero spegnere le Candele, in quel momento, facendole riaccendere immediatamente.

 

da Mons. Giovanni Battista Menghini, Le Sacre Ceremonie secondo il Rito Romano per tutti i tempi dell'anno con il Vespro e la Messa e relativa Assistenza Pontificale, VIII ed., Roma, Ferrari, 1943, p. 208-214

 

 

 

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Inserito il 29 gennaio 2009

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