Messe latine antiche nelle Venezie
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VICENZA, MANCATA APPLICAZIONE DEL MOTU PROPRIO

La prima lettera di Una Voce
al Vescovo sulla messa a S. Rocco

 

 

Coordinamento di Una Voce delle Venezie
Il Delegato

 

Vicenza, 16 gennaio 2009

 

A S. Ecc. Rev.ma
l'Arcivescovo-vescovo di Vicenza
Mons. Cesare Nosiglia
Piazza Duomo, 11
36100 Vicenza

 

Eccellenza,

all'udienza del 4 settembre 2008, rispondendo alle richieste di gruppi di fedeli per l'applicazione del Motu proprio Summoruni Pontificum di papa Benedetto XVI, la E. V. disponeva che venisse "celebrata l'Eucaristia, secondo il rito straordinario, da un sacerdote incaricato dal Vescovo" presso la chiesa di S. Rocco a Vicenza, una domenica al mese, da ottobre fino alla fine dell'anno (Comunicato stampa della Diocesi di Vicenza Messa "tridentina" in latino).

La E. V. in occasione di quell'incontro aveva affermato che questa messa in applicazione del Motu proprio secondo il Messale Romano ed. tipica 1962 avrebbe dovuto essere celebrata secondo le regole del messale antico, e aveva esortato i rappresentanti dei fedeli richiedenti a collaborare attivamente con il Celebrante per raggiungere il meglio possibile questo risultato.

Effettivamente finora sono state celebrate quattro messe alla chiesa di S. Rocco in base a questa decisione di Mons. Arcivescovo, le domeniche 12 ottobre, 9 novembre, 14 dicembre e 11 gennaio scorse. I rappresentanti dei fedeli, fin dai giorni che precedettero la prima di queste funzioni, si premuravano a recarsi alla Villa S. Carlo a conferire con il rev.do Giandomenico Tamiozzo, incaricato della celebrazione.

Tuttavia alla celebrazione di tutte e quattro le messe si è dovuto rilevare come esse fossero sostanzialmente difformi dal modo di celebrare la messa "tridentina" con il messale del 1962.

Non sono state poste sull'altare le tabelle o carteglorie, che però facevano bella mostra di sé in sacrestia, dove erano state messe in vista per l'occasione: il che dimostra che pur avendole a disposizione si è voluto coscientemente non utilizzarle, mentre il loro uso è prescritto dalle rubriche del Messale Romano ed. 1962 (Rubricae generales Missalis Romani n. 527). Inoltre sull'altare mancava la Croce (Crux satis magna) munita di Crocifisso, prescritta dalla stessa Rubrica (ibidem).

Il Celebrante ha omesso la lettura dell'Epistola, allontanandosi dall'altare per andarsi a sedere, mentre essa veniva letta in italiano all'ambone da un lettore.

Il Celebrante ha omesso la lettura del Vangelo, andando a leggerlo in italiano all'ambone.

Nella messa tridentina in forma letta, il Celebrante non può leggere parti della messa fuori dell'altare, né allontanarsi dal medesimo e farle leggere ad altri: si tratta invece di caratteristiche del rito riformato. Se avesse voluto proclamare le letture solo in lingua volgare, secondo l'art. 6 del Motu proprio (AAS 99, 2007, p. 780), il Celebrante avrebbe dovuto farlo lui stesso dall'altare. Inoltre non si sa se le traduzioni usate per le letture in italiano siano approvate dalla Santa Sede, come richiesto dallo stesso articolo citato.

Il Celebrante ha adottato anche altre prassi proprie del rito nuovo, non previste e anzi contrarie alle rubriche del 1962, come recitare il Canone della messa ad alta voce al microfono (in aperto contrasto con la Rubrica che prescrive che deve essere detto in segreto - Rubricae generales n. 500), omettere la lettura del Graduale e dell'Alleluia (facendoli abusivamente leggere all'ambone da un lettore - 12 ottobre), recitare il Credo all'ambone invece che all'altare, e rivolto verso la porta della chiesa, modalità che non ha nulla a che fare con la messa tridentina e desta la meraviglia dei fedeli (9 novembre). Oltretutto, lo scorso 11 gennaio, è stata celebrata la Messa del "Battesimo del Signore", anziché quella della "Sacra Famiglia", come prevede il calendario liturgico in uso nel 1962.

I fatti esposti non sono semplici errori formali, ma dimostrano l'immissione nella celebrazione di elementi estranei alla messa secondo il Messale Romano ed. 1962, e propri invece delle successive riforme. Commistione di riti, com'è noto, vietata già sotto la vigenza del decreto Quattuor abhinc annos di Giovanni Paolo II.

A tutto questo, purtroppo, si aggiungono altre "sviste", come la mancata purificazione delle dita e l'omissione di alcune genuflessioni, oltre ad altre inesattezze cultuali di cui si potrà eventualmente discorrere de visu. Ci appare inoltre discutibile la distribuzione dell'Eucaristia sulle mani dei fedeli mentre stanno in piedi; il ricorso ad un ministrante non opportunamente preparato (nonostante la nostra Associazione rendesse disponibili persone molto esperte), con conseguenti errori di vario tipo (come l'errato spostamento del messale, o il mancato uso del piattino alla comunione); il mantenimento della mensa per il nuovo rito davanti all'altare, con oggettivo disturbo della funzione; i ripetuti inviti dal pulpito da parte di don Tamiozzo a recarsi ad assistere alla messa latina presso la chiesa di S. Vincenzo, cosa che genera confusione nei fedeli fra rito ordinario e straordinario.

È pertanto evidente che le messe alla chiesa di S. Rocco non sono messe tridentine nella forma straordinaria prevista dal Motu proprio Summorum Pontificum, bensì una commistione di riti tra il vecchio e il nuovo messale. Alcuni dei sottoscritti già dopo la messa del 12 ottobre si sono recati da don Giandomenico e gli hanno chiaramente esposto il problema, ma nelle messe successive le cose non sono cambiate. I sottoscritti pertanto non possono essere tenuti responsabili davanti alla E. V. di detta situazione che si sono sforzati di correggere nelle dovute forme.

Poiché, per quanto sopra esposto, la messa celebrata a S. Rocco non appare una corretta ed effettiva applicazione del Motu proprio anche per il dovuto ossequio verso le disposizioni e la volontà del Santo Padre, che non possono dirsi in tal modo applicate, i sottoscritti chiedono di essere ricevuti in udienza dalla E. V. affinché si possa trovare un rimedio per l'applicazione di Summornm Pontificum in diocesi.

Con i sensi della più religiosa considerazione

Massimo Bisson

Lorenzo Magnabosco

Una Voce Vicenza

 

 

 

 

DOCUMENTI  CORRELATI

Vicenza, mancata applicazione del Motu proprio. La seconda lettera di Una Voce al vescovo sulla messa di S. Rocco

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LINK UTILI

Messa tridentina a Vicenza

 

 

 

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Inserito il 15 marzo 2009

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