Messe latine antiche nelle
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Enciclopedia Cattolica
voce Arredi sacri
ARREDI SACRI. - 1. LITURGIA. - Sono gli oggetti che servono per il culto, specialmente quelli che più strettamente si riferiscono alla S.ma Eucaristia e servono sia per la persona del sacerdote (paramenti sacri) sia per la confezione e conservazione del S.mo Sacramento (vasi sacri), sia anche per ornare l'altare e la chiesa dove si celebra.
Ad imitazione di Cristo, che istituì il Sacramento eucaristico in una qualunque stanza, con vesti ed in vasi d'uso comune, i primi cristiani solevano celebrarlo senza apparato speciale ed in luoghi privi di particolare distinzione. Solo più tardi, quando la celebrazione eucaristica incominciò a rivestire carattere solenne, l'arredamento sacro acquistò i principali elementi liturgici odierni. Con le invasioni barbariche la vita romana subì una radicale trasformazione anche nel modo di vestire. Di qui il principio di quel distacco che gradualmente venne accentuandosi fra i laici e il clero, il quale ritenne le vesti antiche nella celebrazione dei sacri riti. Altrettanto si dica dei vasi sacri, la forma e la materia dei quali fu stabilita man mano da usi e prescrizioni particolari. Col medioevo si diffuse la tendenza ad una semplificazione nella forma dell'arredamento sacro. Ma l'arte del ricamo, del cesello e dell'intarsio fu sempre largamente profusa, specialmente nelle epoche in cui i grandi geni arricchivano le chiese di tanti mirabili capolavori, a far sì che quanto era necessario direttamente e indirettamente al servizio liturgico si distaccasse per ricchezza e squisita fattura dagli oggetti di uso comune.
La materia con cui si confezionano gli a. s. deve essere più o meno preziosa secondo che si trovi a più o meno diretto contatto con la S.ma Eucaristia. Così per le pianete, le tunicelle, il piviale, il velo omerale, è necessaria la seta; il lino o la canapa per il camice, il purificatoio, le palle, le tovaglie, gli amitti; l'oro e l'argento per il calice, la pisside, la patena, l'ostensorio. Per questi ultimi possono adoperarsi anche altri metalli; però la patena e l'interno della coppe del calice e della pisside devono essere dorati. Per i paramenti sacri è necessaria la benedizione, mentre per il calice e la patena occorre la consacrazione da parte del vescovo o di un altro sacerdote delegato. Per la conservazione degli a. s. esiste in ogni chiesa la sacrestia o altro luogo a ciò destinato; i più preziosi vengono talvolta custoditi in apposito tesoro. Più ampie notizie sotto le voci rispettive.
Bibl.: G. Braun, I paramenti sacri, Torino 1914; E. Roulin, Linges, insignes et vêtements liturgiques, Parigi 1930.
Silverio Mattei
da Enciclopedia Cattolica, II, Città del Vaticano, 1949, col. 18
ARREDI SACRI - Ostensorio in filigrana e gemme (sec. XVII).
Roma, Tesoro della basilica di S. Pietro
(da A. Cassi Ramelli, Edif. per il culto, Milano 1946, con varianti dell'Enc. Catt.)
ARREDI SACRI - 1. Calice. - 2. Secchiello. - 3. Pisside. - 4. Leggio. - 5. Ostensorio a raggiera (rito romano).
- 6. Ostensorio a tempietto (rito ambrosiano). - 7. Reliquiario. - 8. Tronetto. - 9. Conchiglia per battesimo. - 10.
Navicella per incenso. - 11. Brocca per abluzioni. - 12. Turibolo.- 13. Lanterna per processioni.- 14. Palmatoria
o bugia. - 15. Patena-piattello. - 16. Cero per cereferario. - 17. Ferula. - 18. Tabernacolo portatile.